giovedì 17 gennaio 2008

martedì 6 novembre 2007

LA PAGINA BIANCA.. CANDIDA COME LA CARTIGENICA DI PURA CELLULOSA.
Ma cosa mai spingerà un anonimo a criticare in maniera così acida le scelte degli altri? Quale scompenso potrebbe esserci dietro tanto fastidio che muove ad offese gratuite? Sinceramente me lo chiedo perchè non mi piacciono le mancanze di rispetto da parte di chi è ignorante che si avvale di saccenza. Di solito l'erudizione porta all'umiltà, e non agli atteggiamenti isterici di critica adolescenziale, feroce e sovversiva di chi in un modo così stupido punta il dito verso chi non conosce, vomitando cattive parole.
Questo non è "il blog di" questo è semplicemente un "non spazio", non appartiene ad una matrice creativa che vuole esporre il suo lavoro, solo un idiota può non rendersi conto di questo. Per rispondere ad una delle tante offese: quello che faccio è pubblicato altrove, dove c'è la mia identità, altrimenti che senzo avrebbe? Ma il mio anonimato, in quanto possessore di questo spazio, non ha la stessa valenza di chi qui è ospite e rilascia commenti, mi piacerebbe sapere l'identità di chi invade senza essere gradito, cosa che sicuramente non è possibile
perchè chi fa di queste affermazioni si nasconde sempre codardamente. Si lancia il sasso e si nasconde la mano, si giudica l'altro e mai se stesso, a me questa gente ignorante fa pena.

mercoledì 17 ottobre 2007

venerdì 14 settembre 2007

"Il Cremaster Cycle è un arcipelago di stimolazioni visive, dove ognuno dei cinque film, che lo compone, funziona da isola in cui si alternano personaggi mitologici ed enigmatici, nonché paesaggi urbani e naturali, che raccontano le vicende di un viaggio nell'universo della cultura americana, creativa e distruttiva. Siccome "Cremaster" è il muscolo che nei testicoli regola, in relazione alla temperatura e all'eccitazione, la reazione dei genitali maschili, l'insieme delle storie narrate riguarda l'erezione di edifici simbolici e fallici come il Chrysler Building o la lotta tra satiri, o la penetrazione nel grembo dei Guggenheim Museum, o la mutazione e l'androginia sessuale che riguardano la storia della fondazione di ogni città nova o New York. Per raccontarla Barney fa ricorso a figure e materiali simbolici che oscillano tra l'iconografia massonica e rosacrociana, vanno dagli eroi del football e del gangsterismo, della magia e dell'architettura, come Houdini e Hiram Abiff, il disegnatore del Tempio di Salomone, e utilizzano strumenti ginecologici e biotecnologici, nonché materie come la gelatina e la vaselina. Il risultato è un'epopea di sogni e di miti, in cui l'artista è protagonista, che si intrecciano a formare un labirinto di visioni dove la spinta erotica delle immagini è lo stimolo a costruire e a distruggere gli oggetti e le persone, per creare un'altra realtà fatta di perle o di meraviglie".

Germano Celant - L'Espresso


Matthew Barney - Cremaster Cycle, 1994 – 2002
Non potevo ricominciare senza una nota al merito al lavoro di Matthew Barney, Cremaster Cycle. E' davvero un lavoro surreale, scandisce il tempo in chiave onirica. E' folle e geniale. Su Youtube ho visto che c'è anche una versione rinterpretata, per chi vuole: The Mammarymaster Cycle II (The Long Canal)

giovedì 13 settembre 2007

John Cage - 4'33'' - 1952. Più o meno cinquant'anni fa il compositore americano John Cage (1912-1992) presentava in pubblico la composizione 4,33, ovvero 4 minuti e trentatrè secondi di silenzio, tanti dovevano bastare al pianista che si apprestava ad eseguire musica classica. John Cage aveva osservato quei pianisti che quando si siedono davanti al pianoforte, prima di battere sui tasti, si concedono lunghi istanti di concentrazione, perfino minuti. Nel 1952 Cage li ha battezzati per tutti 4,33. Fondamentale fu la scoperta del silenzio come spazio di vita sonora, con John Cage quale massimo esploratore. Il silenzio, ha scritto Cage, "è quell'aspetto del suono che può essere espresso sia dal suono che dalla sua assenza, tanto positivamente che negativamente." Punto di arrivo di questa ricerca è il celeberrimo brano "4'33" (1952), seguito da "5'07", entrambi in tre "movimenti" (ove i numeri stanno ad indicare la durata dell'"esecuzione": si fa per dire, dato che gli esecutori non devono far altro che tacere, immobili, per l'intera durata del brano). "Il silenzio non esiste" ha scritto a tal proposito Cage. " Quello che ascoltando "4'33" alcuni credevano fosse silenzio, poiché ignoravano come ascoltare, è pieno di suoni accidentali. Alla prima esecuzione si poteva sentire, durante il primo movimento, il vento che soffiava dall'esterno. Durante il secondo movimento gocce di pioggia cominciavano a picchiettare sul tetto, e durante il terzo la gente stessa produsse ogni genere di suono interessante parlando o uscendo dalla sala."

video

Non potevo ricominciare senza musica... poi quella proposta non è una musica qualsiasi, ma sono le note di John Cage che ha dedicato a Marcel Duchamp. (purtroppo la versione non è intera)

La vecchia pagina nera si è bruciata. Ora addirittura è diventata bianca... ci si fa vecchi tutti d'altronde. Mi spiace solo che in questa nuova non si possono riportare alcuni post su degli argomenti trattati, come il confronto su L'origine du monde di Gustave Courbet e L'Origin de la Guerre di Orlan. A quanto pare ci sono ancora molte resistenze perbeniste che non fanno accettare la vista spudorata di organi genitali. Vabè il mondo comunque va avanti uguale. Questo non-spazio nasce soprattutto come un luogo di confronto: mi piace molto studiare, vedere, conoscere e cercare di ampliare sempre di più la visuale del campo del mio punto di vista. E' una cosa a cui non ci sono limiti, perchè è vero che non si finisce mai di imparare.